Restaurato il Globo terrestre di Coronelli e scoperti 60 fusi  

Un restauro e una nuova scoperta portano alla luce dettagli inediti sul Globo terrestre di Coronelli. È stato restaurato il Globo terrestre di Vincenzo Coronelli custodito alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Un lavoro intenso che, condotto dalla restauratrice Letizia Satto e reso possibile grazie al Comitato Venice in Peril Fund, conclusosi recentemente, è stato presentato al pubblico accompagnato da un’eccezionale scoperta: il ritrovamento fortuito in biblioteca di una cartella che contiene una 60ina di fusi sciolti proprio del Globo terrestre di Coronelli, che non erano mai stati catalogati perché considerati doppi anche nei secoli passati. «La particolarità è che si presentano come sono usciti dal torchio di stampa, con le immagini ancora intonse, i segni dell’imprimitura della lastra e i fori che servivano per fissare i fogli nella pressa, con una qualità di incisione veramente notevole» spiega Silvia Pugliese della Biblioteca Nazionale Marciana. Il Globo terrestre di Coronelli fu realizzato nel 1689 per essere donato alla Repubblica di Venezia insieme al Globo celeste, anche questo restaurato alcuni anni fa da Venice in Peril Fund. Nel Globo terrestre compare la presentazione geografica del XVII secolo, con rotte navali in cui si comprende l’importanza del commercio marittimo nell’economia globale. Sono inoltre rappresentati l’allegoria di Venezia, il ritratto del Doge Francesco Morosini e il ritratto dello stesso Coronelli. «Il Globo mette in risalto la conoscenza geografica in evoluzione: un intero mondo da scoprire in cui vi è il crescente interesse europeo verso  nuovi popoli e culture da colonizzare, oltre alla curiosità per la flora e fauna di animali esotici» spiega Silvia Pugliese, dicendo che negli anni ’50, durante il restauro della Biblioteca Antoniana di Padova, sono emersi i documenti che Coronelli utilizzò per costruire il globo e per cui è stato possibile ricostruire la metodologia di lavoro: «Conosciamo i nomi dei carpentieri, la sfera è una struttura quasi ingegneristica che può essere toccata e ruotata con un dito».

Altinvm torna a vivere nelle foto di Carletto e Storti

 Scenografiche e evocative, costruiscono un ponte tra ciò che è antico e parlano al presente del Patrimonio storico di Altino. Sono le 28 fotografie di Carla Carletto e Franco Storti, presentate nella mostra fotograficaAltinvm – Tra Passato e Futuro”, allestita fino al 26 marzo alla Scala Contarini del Bovolo a Venezia, che mettono in dialogo fotografia, archeologia e danza. L’esposizione, dopo una prima mostra tenutasi al Museo Archeologico Nazionale di Altino nel 2020, propone una serie di immagini in bianco e nero ambientate nell’area archeologica di Altino, con uno sguardo che mette in relazione memoria storica e contemporaneità. Il progetto, frutto di un lavoro a quattro mani realizzato dai due fotografi, era nato per far conoscere al grande pubblico il sito archeologico ancora oggi poco noto, raccontandolo in un modo diverso dal solito, secondo una pura interpretazione artistica del luogo, invitando così le persone ad andare a visitare il museo. Le immagini, infatti, affiancano elementi storici a presenze umane e gesti coreografici, costruendo un percorso che mette in relazione passato, presente e futuro. Lontana da una lettura esclusivamente documentaria, la mostra offre una visione onirica e poetica dell’antica Altinum ed è realizzata grazie all’autorizzazione del Ministero della Cultura (MIC) – Parco archeologico di Altino, Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, e al contributo della Città di Venezia, con l’adesione della Municipalità di Venezia, Murano e Burano. Attraverso immagini evocative e surreali, in cui la potenza del tempo si intreccia con la forza dell’immaginazione, la mostra esplora i misteri dell’antica Altino.

Biennale Arte: l’invito di Koyo Kouoh ad ascoltare le tonalità minori

Non solo un progetto espositivo, ma un lascito intellettuale e umano. Nel bel mezzo del caos esploso dopo l’annuncio della presenza dei padiglioni di Russia e Iran alla prossima 61. Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, c’è solo un’unica certezza: l’invito a rallentare il passo e a sintonizzarsi sulle frequenze delle tonalità minori. Questo è il cuore del progetto della mostra pensata da Koyo Kouoh, la prima curatrice africana designata dalla Biennale di Venezia, prematuramente scomparsa a maggio 2025 all’età di 58 anni, che l’Ente ha deciso di realizzare per preservare, valorizzare e diffondere le sue idee e il lavoro svolto con dedizione. Forte infatti è risultato fin da subito il suo invito ad ascoltare i canti di chi genera bellezza nonostante le tragedie per cogliere una poetica libera, contro l’orrore. Per Koyo Kouoh gli artisti sono canali verso e tra le tonalità minori che rifiutano le marce militari e prendono vita nei toni sommessi, portando verso un altrove e un altrimenti. “In Minor Keys”: questo il titolo scelto dalla curatrice per la 61. Esposizione Internazionale d’Arte che aprirà i battenti dal 9 maggio al 22 novembre ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Nominata Direttrice artistica del Settore Arti Visive nel novembre 2024, Koyo aveva infatti già sviluppato il progetto curatoriale, definendo testo teorico, artisti e opere, catalogo, identità grafica e architettura degli spazi, dialogando costantemente con gli artisti da invitare.

Asta delle Anime di Eraclea: tradizione che resiste e crea comunità

Domenica 15 marzo, Quarta Domenica di Quaresima, la parrocchia di Santa Maria Concetta di Eraclea terrà anche quest’anno la celebre Asta delle Anime: alle 15:00, sul sagrato della chiesa, Giorgio Menazza batterà all’asta prodotti alimentari artigianali e ceste donate dalla comunità. I fondi raccolti saranno destinati alle messe in suffragio dei defunti e alle attività benefiche della parrocchia. «Le usanze – dichiara don Davide Carraro, parroco di Santa Maria Concetta – come questa sono un preciso punto di riferimento per la comunità con l’avanzare dei cambiamenti. Gli ultimi anni hanno portato grandi soddisfazioni (non solo economiche). Certo, la finalità è sempre benefica e la gente risponde generosa, ma si tratta anche di un momento di spensieratezza per la comunità e di svago per le famiglie. Il pomeriggio dell’Asta delle Anime è sempre riuscito, nella sua semplicità, a portare un po’ di allegria e vedere la gente contenta rincuora e incoraggia a impegnarsi al massimo in ogni occasione della vita». Il parroco ringrazia in particolare il gruppo di parrocchiani volontari che ormai da molto tempo si impegna nell’organizzazione dell’evento.

La Big Vocal Orchestra anima la Messa: domenica l’evento ai Frari

Non chiamatelo concerto. Quella che si terrà domenica 15 marzo alle 10.30 nella parrocchia dei Frari sarà una vera e propria celebrazione liturgica, resa unica dalla potenza e dall’emozione delle voci della Big Vocal Orchestra. Il coro più numeroso d’Italia, orgoglio della città lagunare, metterà il proprio talento al servizio della Messa comunitaria, in un connubio tra sacro e musica che promette già di toccare le corde più profonde dei fedeli. Sotto la guida del maestro Marco Toso Borella, la formazione veneziana ha selezionato accuratamente i brani dal proprio repertorio per adattarli ai diversi momenti della liturgia. L’energia gospel accompagnerà l’apertura e la chiusura della celebrazione con titoli iconici come “Thou Lord” e “Awesome God-he reigns”; mentre l’intimità e la sacralità dell’offertorio e della Comunione saranno affidate a “In monte oliveti”, “Total Praise” e ad “Ave Verum Corpus”. Il legame tra la Big Vocal Orchestra e la parrocchia dei Frari è solido e duraturo. Da oltre 12 anni, infatti, i 200 elementi del gruppo si ritrovano settimanalmente presso il teatro dei Frari per le proprie prove, oltre che nella parrocchia del Duomo di San Lorenzo a Mestre. «È un luogo che per noi non è mai stato solo una “sala prove”, ma una “casa”», osserva Toso Borella.

Le prime chiese che si incontrano a Venezia: gioielli da scoprire

Venezia è una città che ama svelare i suoi tesori poco a poco. Chi proviene dalla terraferma e si addentra a Venezia viene accolto dal sestiere di Santa Croce, lembo della città lagunare in cui le auto “convivono” con l’acqua. Qui si palesano gioielli architettonici, come la chiesa dei Tolentini, di Sant’Andrea de la Zirada e San Simeon Piccolo. Questi edifici sono i primi che si incontrano quando veneziani e turisti arrivano in città. Edifici che non sono solo luoghi di culto, ma vere e proprie culle di storia e cultura, alcuni gestiti da Chorus, l’Associazione per le Chiese del Patriarcato di Venezia che si impegna a preservare e diffondere l’immenso patrimonio artistico.

Ca’ Foscari: radio e arabo con l’intelligenza artificiale

ca-foscari-arabo-intelligenza-artificiale

Intelligenza artificiale e sapere umano insieme per diffondere la filosofia e la cultura araba in Italiano grazie all’unione fra tecnologia informatica e conoscenza. E’ quello che si è venuto a creare, complice la Giornata Mondiale della Radio dedicata al tema “Radio e Intelligenza Artificiale” dello scorso 13 febbraio, grazie a UNESCO, COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo) e al Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione (CRITS) della Rai, che hanno permesso all’Università Ca’ Foscari di Venezia di usare l’AI per la produzione di due episodi di contenuti audio per il progetto pilota “Artificial Intelligence for Multilingual Radio Broadcasting”.

L’esperimento è stato condotto con la preziosa assistenza di un esperto come Bishara Ebeid, professore di lingua e letteratura araba presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’ateneo veneziano. Il materiale ha infatti subito diverse fasi di lavorazione: una prima produzione multilingue, a seguire una trascrizione, quindi in seguito una traduzione e doppiaggio. Il professore si è occupato di validare i materiali tradotti dall’intelligenza artificiale, occupandosi della revisione specialistica delle trascrizioni automatiche in arabo e della riproposizione verso l’italiano. I materiali di partenza sono stati due episodi, fra una selezione di sei, della serie completa Arab Philosophers – Ancient and Contemporary prodotta da COPEAM e Arab States Broadcasting Union (ASBU).  «L’intelligenza artificiale è già il presente – spiega Ebeid – ma l’IA resta uno strumento da impiegare con consapevolezza, prudenza e costante revisione, non può ancora sostituire l’uomo».

L’eredità di nonno Giovanni negli scatti naturalistici di Daniele

In ogni suo scatto fotografico c’è un po’ di nonno Giovanni, mancato pochi giorni fa, colui che gli ha fatto scoprire la Laguna e le sue infinite meraviglie. Non poteva che essere dedicato a lui “Sguardi selvatici”, il viaggio fra cielo e terra proposto dal nipote Daniele Barbaro, interamente racchiuso in una quarantina di immagini esposte da sabato 14 marzo (l’inaugurazione è in programma alle 11) fino al 22 nella Scuola Grande di San Teodoro, a pochi passi dal ponte di Rialto. Veneziano doc, tornato a vivere nella città d’acqua, nella zona dei Frari, dopo il matrimonio, il 39enne parla del suo progetto con la stessa emozione che gli nasce dentro ogni volta che la sua macchina fotografica riesce a catturare in uno scatto gli animali che popolano Venezia, le sue isole e le sue barene. A ingresso libero, l’esposizione è il frutto di una carrellata di fotografie naturalistiche realizzate da Barbaro nell’arco degli ultimi tre anni, volte non solo a far conoscere al pubblico la fauna che vive in Laguna – molte specie di uccelli sono state una vera scoperta anche per l’autore stesso – ma pure a lanciare un messaggio di sensibilizzazione nei confronti di un luogo tanto fragile e delicato quanto splendido e unico al mondo.

Una bocca sana in gravidanza: mangiare nel modo giusto aiuta

nicolin-salute-dentale-gravidanza-alimentazione

Ci siamo già occupati in questo spazio non molto tempo fa – nell’articolo Una bocca sana in gravidanza fa bene alla mamma e al bambino – dell’importanza per le donne in dolce attesa di mantenere una corretta salute orale che porterà benefici anche al piccolo in arrivo.

Proseguiamo quel ragionamento. Spesso si dice, quasi mai a ragione, che la donna incinta debba mangiare per due! Nessuno, però, dice mai che una corretta alimentazione in gravidanza aiuta anche a mantenere uno stato di salute orale ottimale. Eppure ormai da tempo sappiamo – lo dicono tante evidenze scientifiche… – che una bocca sana e in buona salute è legata indissolubilmente al binomio regime alimentare bilanciato e adeguata igiene orale.