Anna e Alessia, due storie di fede ritrovata

«Qui in casa San Michele ho iniziato a vivere la mia fede in modo diverso: soprattutto, ho iniziato a dare le responsabilità alle persone giuste, senza scaricarle su qualcun altro, o su Qualcuno che c’entra ben poco»: è così che Anna Castiglia inizia a raccontarsi ed a raccontare il suo percorso di riavvicinamento alla fede, che culminerà – o meglio, come specifica «che si arricchirà, ma certo non terminerà, anzi!» – con il sacramento della Confermazione, che riceverà domenica 14 nella Basilica di San Marco, assieme all’amica e compagna di studentato e di cammino Alessia Terraccia.
Anna, 20 anni, nata a Castelbuono, borgo parte della città metropolitana di Palermo non lontano da Cefalù che conta all’incirca 8.000 abitanti, si è trasferita per motivi di studio a Venezia a settembre del 2024: ora sta terminando il secondo anno di triennale a Ca’ Foscari in Lingue, Culture e Società dell’Asia e dell’Africa Mediterranea (LCSAAM), curriculum Giappone, indirizzo Economico-Giuridico. «Vengo da una famiglia molto credente. In parrocchia avevo ricevuto la Comunione ed alle medie ero entrata nel gruppo di ACR; passata alle superiori, avevo iniziato a prestare servizio come animatrice nello stesso gruppo, ma con il lockdown si era un po’ tutto bloccato. A seguito di questo, per di più, mi sono allontanata per una cosa che mi era successa e mi aveva riguardato da vicino», dice, ripercorrendo il suo percorso di fede.
La fotografia come viaggio nel Belpaese


La fotografia torna protagonista all’M9 – Museo del ’900 con BELPAESE. A Photographic Journey, una nuova mostra fotografica curata da Denis Curti e ospitata fino al 13 settembre nella sala M9 Orizzonti, al primo piano dell’edificio mestrino. L’esposizione si inserisce nell’ampio progetto “M9 Contemporaneo”, il contenitore dedicato alle espressioni artistiche del nostro tempo: il nuovo appuntamento concentra lo sguardo sulla fotografia come linguaggio capace di attraversare storia, paesaggio, personalità e identità collettiva. «Con BELPAESE prosegue il percorso che vede la Fondazione di Venezia aprire al pubblico le sue collezioni, in continuità con l’esposizione su Gianni Berengo Gardin nella sede di Palazzo Flangini e con il progetto “Corrispondenze”, qui in M9, che pone in dialogo i dipinti della Fondazione con quelli appartenuti al Presidente Pertini – spiega Giovanni Dell’Olivo, direttore generale della Fondazione di Venezia –. Questa mostra racchiude una delle missioni primarie della Fondazione: conservare il patrimonio collettivo per tutelarlo e renderlo accessibile. Un impegno quotidiano di cui oggi celebriamo la parte più gratificante, quella della restituzione al pubblico, ma che dietro di sé nasconde un lavoro complesso e meticoloso di archiviazione e conservazione per il quale voglio ringraziare sentitamente tutte le persone coinvolte, a partire da Denis Curti che ne ha realizzato la curatela». L’accesso a BELPAESE. A Photographic Journey è incluso nel biglietto del museo
I 90 anni di Maria Leonardi, in cammino tra le pagine della Bibbia

Una vita nel seguire e trasmettete la Parola di Dio. Questa è la ricchezza che ha contraddistinto la vita di Maria Leonardi, che nel 1980 vide nascere a Venezia, per iniziativa di don Bruno Bertoli, la Scuola Biblica diocesana, portandone poi avanti il cammino nel tempo con passione, intelligenza e grande dedizione ecclesiale come direttrice dal 1990 al 2016, e in cui ancora oggi, facendo parte del direttivo, continua a dare il suo prezioso apporto, aiutando l’attuale direttore don Mauro Deppieri. Proprio alcuni giorni fa Leonardi ha compiuto 90 anni e nella serata di sabato 6, nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, ha festeggiato l’importante traguardo con amici e parenti durante la S. messa concelebrata da don Lucio Cilia, biblista della Scuola Biblica, don Mauro Deppieri e il padre Cavanis Giuseppe Leonardi, fratello di Maria. Nel corso della sua vita Leonardi ha inoltre svolto con generosità numerosi servizi ecclesiali e culturali, sia in diocesi sia a livello nazionale. Laureatasi nel 1962 in scienze naturali, nel 1964 si trasferì per sei anni a Roma, dove per un triennio ricoprì il ruolo di presidente nazionale della Gioventù femminile di Azione cattolica.
Conto alla rovescia per l’apertura di Castelforte

Mancano ormai circa quattro mesi all’inaugurazione dei nuovi spazi della Scuola Grande di San Rocco a Palazzo Castelforte, situato nel campo omonimo. Dopo un anno il restauro è completato: un’operazione non semplice che ha necessitato di importanti ricerche in seguito al rinvenimento durante i lavori degli antichi pavimenti interrati. L’edificio ora è dotato di nuovi impianti di riscaldamento e condizionamento ed è stato messo a norma per quanto riguarda i servizi igienici e il sistema antincendio. Vi è stato installato un nuovo sistema antifurto in vista dell’esposizione di nuove opere d’arte e inoltre sono stati allestiti schermi e impianti audio e di registrazione di alta qualità per le future conferenze. Per garantire la conservazione dell’edificio storico e delle opere che vi saranno ospitate all’interno, sono stati previsti anche sistemi di difesa dall’alta marea e dall’umidità. «Ci avrebbe fatto piacere poter inaugurare i nuovi locali per il 16 agosto, in occasione della festa di San Rocco – commenta l’ing. Alfredo Baroncini, Guardian Grando della Scuola ad interim – ma purtroppo per completare l’allestimento sarà necessario un tempo maggiore».
Veloterapia: il progetto di Ail è partito da Venezia

Alla domanda “qual è il tuo desiderio più grande?” La risposta di ogni persona ricoverata è: “tornare a casa”. Itaca è il nome simbolico che racchiude questo desiderio di ritornare alla vita di prima, dopo aver seguito, come Ulisse, rotte angosciose attraverso la malattia. “Sognando Itaca” è il nome dell’iniziativa di velaterapia riabilitativa per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti con tumore del sangue, promossa da Ail in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, patrocinata dal Coni, dalla Federazione Italiana Vela e dalla Lega Navale Italiana. L’iniziativa ha preso il via lunedì da Venezia, prima tappa di un viaggio che toccherà numerosi porti dell’Adriatico. Nato nel 2006, sul Lago di Garda, dal 2009 il progetto ha raggiunto il mare: una barca a vela Ail, con skipper professionisti, pazienti in fase riabilitativa, medici, infermieri e psicologi, naviga lungo le coste italiane, ad anni alterni in mare Adriatico o mar Tirreno, facendo tappa nelle città in cui è presente una divisione di Ematologia. In ogni porto di attracco, le Sezioni Ail coinvolte danno vita all’Itaca Day, durante il quale i pazienti, adulti e bambini, accompagnati da volontari, medici e infermieri, hanno la possibilità di imbarcarsi per vivere un’esperienza a bordo.
L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico in mostra a Venezia

Inaugurata lo scorso 4 giugno, presso il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia, la mostra “Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico” è un progetto fotografico e di comunicazione scientifica che si concentra sulla fauna che trova vita tra il Golfo di Trieste e il Delta del Po, dove i fondali formano una sorta di catino che, tra la parte emersa e sommersa dall’alternanza delle maree, in questo tratto di costa ha escursioni di 1-1,5 metri rispetto alla media di 30-50 centimetri del Mar Mediterraneo, dando forma a un contesto di frontiera unico in cui si sviluppano specie animali particolari. Il materiale esposto permette di mostrare questo ambiente sospeso tra terra e mare, le cui caratteristiche spesso sfuggono all’occhio umano, nonostante la vicinanza. Le immagini alternano fotografie e video ripresi sia in acqua che fuori, attraverso appostamenti di giorno e di notte del fotografo Lorenzo Peter Castelletto.
«Pensiamo che possa attrarre sia turisti che residenti, anche di terraferma – spiega Luca Mizzan, Responsabile del museo – nel pieno rispetto della vocazione della nostra realtà che punta a spiegare l’ambiente in cui ci troviamo. Si possono osservare da vicino crostacei, pesci e molluschi che abitano lo stesso ambiente adottando strategie diverse in base ai cicli di marea, tra chi respira con le branchie e chi con i polmoni alternandosi tra apnee e fasi di ossigenazione nella caccia e alimentazione». Alla mostra realizzata dal fotografo friulano, si aggiunge una sezione realizzato dal Museo dal titolo “Dentro e fuori dall’acqua in laguna di Venezia” che illustra con rappresentazioni e mappe l’ambiente di marea lagunare e gli organismi che lo popolano, per presentare specie poco o per nulla conosciute e che vivono però a stretto contatto con il territorio e la città.
A casa con l’AI per abbattere costi e inquinamento


Gestire in casa in modo proattivo il clima, l’umidità e gli sprechi energetici è ora possibile grazie all’intelligenza artificiale. È quanto avviene quando l’innovazione si mette al servizio della sostenibilità secondo gli studenti dell’Istituto San Marco di Mestre, che con il progetto “HESAI (Home Ecological Smart Artificial Intelligence)” si sono aggiudicati – a parimerito con gli alunni dell’Istituto Maria ausiliatrice di Lecco – il primo premio del Concorso Ecologika, vincendo quattro giorni ad Assisi il prossimo novembre. Il concorso ideato da Gabriela Chiellino, la prima donna ad essersi laureata in scienze ambientali in Italia, partendo dall’Enciclica Laudato Sii di Papa Francesco promuove l’ecologia integrale per allenare i giovani studenti a cambiare il mondo (leggi qui). Il progetto dei ragazzi dell’istituto San Marco, presentato recentemente nel giorno della premiazione al Campus Scientifico dell’Università Ca’ Foscari in via Torino a Mestre, nasce dal lavoro collettivo fatto in classe consistito nella progettazione di un modello di casa completamente autosufficiente e domotizzata, orchestrata da un’intelligenza artificiale avanzata. Con il progetto HESAI, la meccatronica è pensata come strumento per ridefinire il futuro dell’abitare in chiave green, permettendo di abbattere i costi fiano al 20%,che su una bolletta energetica media di 1500 euro annui corrispondo ad un risparmio di 300 euro. L’obiettivo che si sono dati i ragazzi era di unire tecnologia e rispetto per l’ambiente attraverso tre pilastri fondamentali: l’efficienza energetica, grazie all’ottimizzazione dei consumi e riduzione degli sprechi con gli algoritmi dell’AI, la sicurezza, pensando un sistema di monitoraggio intelligente e costante degli ambienti, e la vivibilità, creando uno spazio domestico reattivo, confortevole e a misura d’uomo. L’idea sviluppata dagli studenti divisi in sei team è stata quella di puntare all’eccellenza in campo energetico: «Abbiamo abbandonato definitivamente i sistemi a combustione per integrare tecnologie pulite, implementando un sistema di ventilazione meccanica forzata progettato per recuperare ogni minima dispersione termica» hanno spiegato i ragazzi.
Sorriso e denti perfetti anche in vacanza in poche semplici mosse

Eccoci lì, già belli stesi al sole a goderci le meritate ferie. O pronti, zaino in spalla, per una bella passeggiata ristoratrice tra i boschi delle nostre montagne. O con un piede già sulla scaletta dell’aereo perché Amsterdam, Parigi o New York ci aspettano. Ma abbiamo fatto i conti senza l’oste: «Questo maledetto mal di denti doveva scoppiare proprio in vacanza?».
D’estate poi si tende ad esagerare con cibi zuccherati, dolci e gelati, aperitivi, bevande fredde – e carie, gengiviti e alitosi sono dietro l’angolo… – in ferie la routine quotidiana dell’igiene orale viene spesso trascurata e anche la nostra bocca soffre, e non poco, le alte temperature. E allora si può scatenare una tempesta perfetta. C’è, infatti una correlazione tra problemi ai denti e condizioni meteorologiche: si registra un’incidenza maggiore di ascessi dentali, quando la calura è soffocante, e una maggiore proliferazione dei batteri, con la comparsa di infiammazioni e quindi di improvvisi mal di denti o dolori alle gengive. Qualcosa, però, si può fare per avere un sorriso perfetto anche in vacanza.
Fenice: svelata la Stagione 2026-2027, nel segno della femminilità

Dieci titoli d’opera, cinque spettacoli di danza e due produzioni Education. Sono i numeri della Stagione Lirica e Balletto 2026-2027 del Teatro La Fenice, presentata mercoledì scorso dal sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, dal responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza, Franco Bolletta, e dal direttore generale Andrea Erri. Il sipario si prepara a sollevarsi su un anno di grande musica; un cartellone ambizioso che, dal prossimo novembre, alternerà grandi capolavori del repertorio a preziose riscoperte storiche. I previsti lavori di manutenzione alla macchina scenica in estate (fino a ottobre) sposteranno temporaneamente le attività al Teatro Malibran, ma la Fondazione conferma la sua formula vincente, sposando la stabilità finanziaria con una programmazione culturale di respiro internazionale. Sarà la Fedora di Umberto Giordano, un titolo assente dalle scene veneziane dal lontano 1968 e proposto al pubblico in un nuovo allestimento di Hugo de Ana, a inaugurare il 13 novembre prossimo la Stagione 2026-2027. Il nuovo cartellone si snoderà lungo un suggestivo fil rouge tutto al femminile, che vedrà sfilare protagoniste iconiche quali Norma, Carmen (nella messa in scena storica del 1875, che accompagnò anche la prima rappresentazione dell’opera alla Fenice e la sua scoperta da parte del pubblico veneziano a fine Ottocento) e Adriana Lecouvreur. Torneranno in scena tre titoli da lungo tempo assenti dal palcoscenico veneziano: Hänsel und Gretel di Humperdinck, Adriana Lecouvreur di Cilea, il cui allestimento sarà quello del Teatro Lirico di Cagliari e Abao Bilbao, e Jenůfa di Janáček, che verrà riproposto a ottantacinque anni dall’ultima rappresentazione alla Fenice. Era il marzo 1941 e quello fu il debutto italiano della partitura. Debutterà poi un nuovo allestimento di Norma di Bellini, co-prodotto con il Teatro Nazionale della Goergia, e verranno proposti due titoli mai rappresentati a Venezia: le Nozze istriane di Smareglia e Partenope di Händel, la prima incursione del compositore di Halle nel genere “comico”. Due le riprese, scelte tra i più amati spettacoli del repertorio feniceo: Madama Butterfly di Puccini e Il barbiere di Siviglia di Rossini.