Tappeti per volare verso la pace: il Padiglione della Moldova

È totalmente buio e un rumore forte e disturbante mette timore ai visitatori che si apprestano a varcare la soglia del Padiglione della Moldova in campo San Geremia, allestito all’interno della Cappella di Santa Veneranda, parte del Santuario di San Geremia e Lucia. “Nella millesima e seconda notte” è il titolo del progetto del giovane artista Pavel Brăila, a cura di Adelina Luft e di cui è commissario S.E. Oleg Nica, Ambasciatore della Repubblica di Moldova in Italia. Accerchiati dal buio, i visitatori però si fanno coraggio e vanno al centro della stanza, dove una luce li richiama ad alzare lo sguardo. In alto compaiono illuminati dei coloratissimi tappeti, ognuno diverso dall’altro, che aleggiano tra il pavimento e la volta. Questi sono tenuti sospesi nell’aria dalla forza ostinata delle eliche dei droni. Quel mormorio sincronizzato che all’inizio ha messo in allarme i visitatori, che disturba l’immobilità dello spazio, pare il prodotto di tanti e diversi strumenti musicali che tentano di accordarsi e sconvolgono la quiete della cappella in una sorta di cerimonia in dissonanza. Un suono che subito pare richiamare le acustiche lontane della sorveglianza, del terrore e della guerra in Ucraina, con cui la Moldova confina. È il suono dei tempi odierni: di esistenze in guerra con la vita, lacerate dall’avidità, dove l’uomo è distante da ogni bussola morale, i sentimenti e la sensibilità si sono affievoliti, e con essi la capacità di sognare e immaginare modi alternativi di vivere. I tappeti, che non sono quelli volanti di Aladino ma ci vanno molto vicino, restano sospesi nell’aria e scintillano nella penombra come in un sogno.

Fabrizio Alliata di Montereale: l’AIL e una vita dedita alla solidarietà

C’è il nome di un uomo che non si può e non si deve dimenticare, che ha fatto tanto per il mondo della medicina e per la solidarietà. È quello di Fabrizio Antonio Ermelino Achille Ansgario Alliata di Montereale e Villa-franca, Principe Alliata e Principe del Sacro Romano Impero, meglio conosciuto come Fabrizio Alliata di Montereale, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita. Nato a Copenaghen l’8 giugno del 1926, fu terzogenito di Giovanni Luigi di Montereale (Trapani 1877 – Rio de Janeiro 1938), ambasciatore del Regno d’Italia presso varie capitali europee e sudamericane, di antichissima famiglia nobiliare originaria di Pisa, trasferitasi in Sicilia nel XIII secolo, e di Olga dei Conti Matarazzo (San Paolo del Brasile, 1894 – Roma, 1994), una delle figlie del Conte Francesco Matarazzo, emigrato in Brasile da Castellabate nel 1881, fondatore di quello che diventerà il più grande gruppo industriale brasiliano di quei tempi. Proprio Fabrizio, mosso da grande generosità d’animo, fu attivo nel campo della solidarietà e della ricerca. Con Albert Bruce Sabin, scopritore del vaccino contro la poliomielite, Alliata fu promotore e tra i soci fondatori nel 1969 dell’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, di cui fu anche presidente, che coinvolse molti centri di cura e in ormai oltre 50 anni di attività ha rivoluzionato l’ematologia italiana portandola ad essere una delle prime nel mondo. Una bella foto ritrae i due nel chiostro di San Giorgio Maggiore alla Fondazione Giorgio Cini a Venezia, nel corso del V Simposio Internazionale sulla ricerca comparativa sulla Leucemia tenutosi il 16 e 17 settembre 1971. Luogo dove proprio pochi giorni fa è partito il progetto di veloterapia per la riabilitazione psico-sociale “Sognando Itaca”, organizzata da AIL nella Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (leggi qui).