
Sette secoli di storia organistica, una tradizione musicale che ha segnato la storia europea e le esigenze liturgiche di una cattedrale che è anche uno dei monumenti più delicati al mondo. Nasce da questa complessità il progetto del nuovo organo della Basilica di San Marco a Venezia, affidato dalla Procuratoria alle ditte Johannes Klais Orgelbau di Bonn e Francesco Zanin di Codroipo, sulla base del progetto del maestro Alvise Mason, primo organista della Cattedrale, originario di Chirignago. La conclusione dei lavori è prevista per l’autunno 2028, nell’anno delle celebrazioni per i 1200 anni dall’arrivo a Venezia delle reliquie dell’evangelista Marco. Venerdì è in programma un convegno, a Sant’Apollonia, per fare il punto sui lavori.
Maestro Mason, come nasce l’esigenza di un nuovo organo per San Marco? Cosa cambierà?
L’idea per un nuovo organo a San Marco è radicata nel passato. Già nei decenni scorsi, a più riprese, la Basilica e gli organisti hanno cercato una soluzione che trovasse una sintesi e una definizione del ruolo dell’organo e dell’organista a San Marco, anche a fronte della grande tradizione musicale e organistica della Basilica. Il progetto nasce per un’esigenza duplice: quella di un degno e completo accompagnamento alla liturgia che soddisfi le esigenze di una cattedrale, e la possibilità di eseguire in Basilica il grande repertorio organistico mondiale, sia durante le liturgie sia in eventuali concerti. Il nuovo organo aprirà le porte alla possibilità di suonare molto repertorio musicale, che in altre chiese non è possibile eseguire, e che comunque la cattedrale di San Marco richiede, conscia della sua gloriosa eredità. Offrirà un effetto acustico totalmente nuovo.
Perché il progetto richiede una visione così articolata?
San Marco non è una basilica qualunque. Ha sette secoli di storia organistica e circa sei di storia legata alla cappella musicale. Il nuovo strumento deve trovare una sintesi di queste varie fasi.
Quali sono le caratteristiche principali del progetto?
Il nuovo organo sarà distribuito in quattro sezioni, due principali nel presbiterio e due secondarie nel transetto. La trasmissione elettronica permetterà di “comandare” queste sezioni: questi corpi sonori così suddivisi consentiranno di distribuire il suono nello spazio, in dialogo con l’architettura, senza compromettere il delicato apparato musivo della Basilica. Sarà disponibile anche una consolle secondaria a due tastiere, destinata all’accompagnamento delle celebrazioni feriali nella cappella della Madonna Nicopeia.
Perché è stata costituita una commissione internazionale?
Dato che il progetto non è una sfida facile, si è ritenuto opportuno affiancare ad esso una commissione internazionale composta, oltre che da me, anche da Martin Baker, già maestro di cappella della Cattedrale cattolica di Westminster a Londra, Winfried Bönig, organista titolare del Duomo di Colonia, Jean-Baptiste Monnot, organista del celebre organo Cavaillé-Coll dell’abbazia di Saint-Ouen a Rouen, e Michele Vannelli, maestro di cappella della Basilica di San Petronio a Bologna. Sono esperienze e testimonianze importanti anche per la conoscenza di grandi organi storici.
Il convegno di venerdì 16 ottobre che cosa presenterà?
L’appuntamento, intitolato “Il suono di San Marco. Verso i nuovi organi della Basilica“, si terrà dalle 10 alle 18 nella sala Sant’Apollonia, accanto alla Cattedrale. Sarà un’occasione per illustrare l’avanzamento dei lavori e approfondire il progetto con i suoi protagonisti. Interverranno i costruttori Philipp Klais, Francesco Zanin e Carlo Zanin; la giornata comprenderà inoltre gli interventi musicologici di Franco Rossi, Paolo Da Col, Luigi Collarile e Matteo Malagoli, dedicati alla storia degli strumenti, ai luoghi della musica, alle accordature e alle trasformazioni organarie di fine Ottocento nel periodo perosiano. La giornata si concluderà alle 19.30 in Basilica con il concerto “L’eredità di Gabrieli“, in cui suonerò insieme ai cornettisti Frithjof Smith e Gebhard David. Si prevede anche un successivo appuntamento nel 2027 e la futura pubblicazione degli atti, per lasciare una testimonianza musicologica e storica di questo percorso.
Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!