
A guardarla sembra quasi un fumetto d’altri tempi. Colorate e affascinanti miniature si sviluppano di pari passo e danno forza al racconto biblico. È tornata a casa la “Bibbia Istoriata Padovana”, importante manoscritto miniato di epoca trecentesca di grande originalità creativa, esposto nel Salone dei Vescovi al Museo diocesano di Padova, nella mostra a cura di Alessia Vedova, che vede la collaborazione scientifica di Federica Toniolo, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e prodotta da Arcadia Arte. La Bibbia Istoriata padovana nacque come un unico codice miniato composto da oltre 130 fogli e arricchito da873 vignette miniate. Il capolavoro della miniatura è opera di artisti operanti presso la Corte dei Carraresi, signori della città sino al 1405. Ogni pagina è scandita da quattro riquadri incorniciati di rosso, che illustrano in sequenza la narrazione biblica, accompagnati da brevi didascalie in volgare padovano che rendevano la narrazione immediata e accessibile: un esempio raro, dato che le Bibbie di quell’epoca erano soprattutto in lingua latina. Il manoscritto nel tempo subì dispersioni e smembramenti e oggi restano due parti distinte, probabilmente giunte sul mercato antiquario in epoca sette-ottocentesca. Il primo nucleo, che comprende la Genesi e il libro di Ruth, è conservato a Rovigo presso l’Accademia dei Concordi. Entrato in possesso di una famiglia di mercanti ebrei veneziani tra XVI e XVII secolo, il manoscritto passò nel XIX secolo nella raccolta di Francesco Silvestri, raffinato collezionista rodigino, che nel 1860 lo donò all’Accademia dei Concordi. Il secondo nucleo, con i libri dell’Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio e Giosuè, si trova invece alla British Library di Londra che lo acquistò nel 1844 dalla prestigiosa biblioteca del duca di Sussex. Questo frammento giunse in Inghilterra attraverso il mercato antiquario tra Sette e Ottocento, un’epoca in cui numerosi codici italiani vennero smembrati e ceduti a collezionisti e biblioteche europee. L’unità originaria doveva comprendere anche il libro dei Giudici oggi perduto.


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