
C’è un filo invisibile, ma carico di energia, che lega l’Arsenale della Pace di Torino alle strade di Mestre. È la storia di un gruppo di giovani veneziani che, dopo aver toccato con mano l’esperienza del Sermig (Servizio Missionario Giovani), ha deciso di non lasciare quel desiderio di servizio chiuso tra i ricordi di un campo estivo. Hanno dato vita al «Punto Pace Venezia», una nuova realtà che si propone di essere, prima di tutto, un luogo di ascolto e di condivisione per chi vive ai margini.Tutto è iniziato nell’agosto 2024. Quattro amici di ritorno da Torino si sono posti la domanda fondamentale: «Come possiamo portare questo ardore nella nostra quotidianità?». La risposta è arrivata camminando, letteralmente, tra i bisogni dei senza fissa dimora di Venezia e Mestre, grazie anche alla sinergia con la Casa studentesca Santa Fosca. Hanno capito presto che, oltre al cibo e agli aiuti materiali, la necessità più profonda di chi vive in strada è quella di essere visto, ascoltato e di far parte di una comunità. Da questa consapevolezza è nato «M.eat Up»: un progetto che gioca sul significato inglese di «mangiare» (eat) e «incontrarsi» (meet up). Non una semplice distribuzione di pasti, ma un vero e proprio pranzo o cena comunitaria, dove la tavola diventa lo strumento principale per abbattere le barriere sociali.


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