Bus a idrogeno: a Mestre completata la flotta, in strada a fine anno

Investimento reso possibile dal Pnrr. I primi quattro autobus, consegnati già tempo fa, stanno completando i test. Il punto debole? Il costo del gas

Il gruppo Avm/Actv ha completato l’acquisto della nuova flotta di bus ad idrogeno, che a partire dalla fine dell’anno saranno pienamente operativi, nel segno di una mobilità più sostenibile e silenziosa.

Il Procuratore Generale Mauro Luigi Valenti, in sostanza il direttore generale dell’azienda Avm/Actv ne spiega i dettagli.

La fornitura è stata pienamente completata?

Per i 90 bus Pnrr sì, entro i termini, e cioè 30 giugno 2026; avevamo tuttavia acquistato e messo in esercizio altri 4 bus a idrogeno precedentemente, che sono entrati in servizio nel 2023.

Sono tutti operativi? Su quali tratte?

Al momento sono operativi alcuni autobus a rotazione sulla rete urbana. L’intera flotta sarà operativa a fine anno quando sarà disponibile l’impianto Eni di Marghera – Eni ci ha comunicato che consegnerà il nuovo impianto per la fine del prossimo autunno – e verranno impiegati tendenzialmente su tutte le linee urbane di Mestre.

I test sugli autobus come stanno andando? Sono finiti?

Non sono terminati. Questi mesi di pre-esercizio servono proprio a verificare puntualmente sui mezzi in circolazione a rotazione eventuali anomalie o guasti ricorrenti, che sono caratteristici di tutti i mezzi che montano a bordo tecnologia innovativa. Nello specifico, per gli autobus a idrogeno sono tenute sotto controllo la taratura delle celle combustibili, la registrazione delle valvole, il sistema di distribuzione idrogeno, le modifiche software di controllo… Sono tutte attività monitorate e controllate con il costruttore, che di volta in volta attua i necessari interventi correttivi o aggiornamenti software.

All’annuncio dei bus di parlava di un’autonomia di 400 chilometri: è confermata?

Tendenzialmente sì, anche se, naturalmente, varia in base allo stile di guida, ambiente e temperatura esterni (utilizzo di impianto di riscaldamento e climatizzazione). Inoltre, bisognerà valutare nel futuro anche possibili degradi di prestazione delle celle a combustibile.

Quanto dura un rifornimento?

L’attuale distributore di via Orlanda, che non ha un impianto di “pre-raffreddamento” del gas, richiede circa 40/45 minuti. Per il nuovo impianto in costruzione da parte di ENI a Marghera sono stimati tra i 10 ed i 13 minuti per bus da 12 e 18 metri.

Un punto forte ed uno debole dei bus ad idrogeno?

Da un lato, un bus ad idrogeno è sostanzialmente un bus elettrico nel quale, al posto del pacco batterie, sono presenti bombole di stoccaggio e cella a combustibile, per cui è privo di diversi componenti meccanici tipici della trazione termica, quali il motore endotermico, il cambio di velocità, organi di trasmissione e parte dei sistemi ausiliari associati: si tratta, di fatto, di un’importante riduzione delle parti soggette a usura e una minore complessità meccanica complessiva.  Dall’altro lato, il veicolo presenta elementi tecnologici più avanzati e di nuova concezione, quali il sistema a celle a combustibile (fuel cell), l’elettronica di potenza ed il sistema di distribuzione dell’idrogeno che richiedono competenze nuove, altamente specialistiche e un percorso di formazione dedicato per il personale di manutenzione; la tipologia di impianti richiede inoltre adeguamenti, concordati con i Vigili del Fuoco, anche nelle officine. In sintesi, il bus a idrogeno è meccanicamente più semplice ma tecnologicamente più complesso.

Un confronto a tre con un bus elettrico ed uno a motore termico?

Attualmente, un autobus a idrogeno risulta più costoso in termini di costi di esercizio rispetto sia a uno con motore termico che a uno elettrico, per via dell’attuale scarsità di prodotto, che non ha ancora la diffusione industriale e commerciale degli altri. Tutte le previsioni di mercato, man mano che si amplieranno i casi d’uso dell’idrogeno, danno il prezzo del prodotto in netto decremento. Come impatti a livello ambientale i mezzi elettrici e idrogeno sono a emissioni 0.

Quale investimento ha comportato e come sono state coperte le spese?

Complessivamente, circa 60,3 milioni di euro, per la gran parte finanziati dai fondi Pnrr per la fornitura dei 90 bus e in minor misura per i 4 bus entrati in servizio nel 2023 finanziati in parte con fondi europei.

A chi lamenta questioni di sicurezza, cosa rispondete? Chi ha in carico la sicurezza della flotta che navigherà per la terraferma?

La sicurezza della flotta in servizio è in capo ad Actv, in qualità di gestore, così come l’attività manutentiva che sarà svolta sia nell’officina di via Martiri della Libertà che nella nuova sede presso il distributore e deposito Eni di Marghera. Proprio in relazione al carattere “innovativo” dei sistemi ad idrogeno abbiamo scelto di svolgere all’interno solo le attività di manutenzione ‘tradizionali’ sui mezzi, mentre gli aspetti legati a bombole di stoccaggio, sistemi ad alta tensione e di alimentazione idrogeno e celle combustibile saranno affidati a ditte esterne. In questi mesi, in ogni caso, è stata costante l’interlocuzione con tutti gli enti preposti alla sicurezza, in particolare con il corpo dei Vigili del Fuoco.

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