
Droni marini autonomi per monitorare la qualità delle acque e individuare tempestivamente i segnali di degrado ambientale. È il risultato del progetto BRIGANTINE, iniziativa Interreg Italia-Croazia durata due anni e mezzo e conclusa il 15 settembre con un evento all’Isola della Certosa. Il progetto ha sviluppato una piattaforma di veicoli di superficie autonomi (ASV), realizzata dall’Università di Udine, capofila, insieme all’Università Politecnica delle Marche, all’Università di Zagabria, all’Istituto Ruđer Bošković e a CORILA (Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia).
I droni, compatti e modulari, misurano in tempo reale temperatura, salinità, ossigeno disciolto e altri parametri della qualità dell’acqua e raccolgono immagini multispettrali delle praterie sommerse. La combinazione di sensori e immagini permette inoltre di individuare segnali precoci di degrado, come la presenza di specie aliene potenzialmente invasive e l’accumulo di plastiche. La tecnologia è ora disponibile per le istituzioni interessate a utilizzarla nelle proprie attività di monitoraggio.
Le campagne sperimentali hanno interessato tre aree dell’Alto Adriatico: la Riviera del Conero, la Laguna di Grado e Marano e la Laguna di Sčuža, in Croazia. I monitoraggi hanno confermato il buono stato di salute delle praterie di Cymodocea nodosa e documentato, in due siti della Riviera del Conero, la scomparsa dell’alga bruna Gongolaria barbata. I dati hanno inoltre evidenziato una correlazione tra il contenuto di clorofilla e gli indici di vegetazione rilevati dalle camere multispettrali, aprendo alla possibilità di un monitoraggio non distruttivo delle praterie marine.
Uno degli aspetti sviluppati dal progetto riguarda la rapidità con cui i dati possono essere trasformati in informazioni utilizzabili. Le rilevazioni vengono elaborate e pubblicate sull’infrastruttura dati di CORILA in tempi praticamente reali: un rilievo effettuato al mattino può essere consultato come mappa già nel pomeriggio. I dati, pubblicati secondo standard aperti, possono inoltre essere integrati con la mappatura degli habitat marini ottenuta attraverso le immagini satellitari Sentinel-2. Il sistema può anche produrre automaticamente un report di compatibilità rispetto al Piano di Gestione dello Spazio Marittimo.
L’obiettivo è affiancare, senza sostituirli, i sistemi di monitoraggio già esistenti, come satelliti e stazioni fisse, contribuendo alla realizzazione di un sistema di allerta in grado di anticipare fenomeni rapidi, tra cui le anossie. «I nostri droni sono sentinelle della laguna: strumenti che osservano in continuo ciò che accade sotto la superficie», ha spiegato Pierpaolo Campostrini, direttore generale di CORILA, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra le diverse tecnologie di osservazione.
BRIGANTINE lascia infine un sistema predisposto per essere ampliato con nuovi sensori, dal campionamento eDNA agli strumenti acustici e per la rilevazione dei contaminanti, fino ai sonar per la mappatura del fondale. Secondo il progetto, la piattaforma potrebbe avere ricadute anche sul piano economico, dalla riduzione dei costi di monitoraggio per porti, acquacoltura, opere costiere e dragaggi alla possibilità per le piccole e medie imprese di sviluppare servizi propri su un’infrastruttura dati pubblica.C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
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