Una Venezia sulle orme di Francesco

Gli 800 anni dalla morte del santo d’Assisi hanno acceso in Laguna un percorso condiviso tra arte e cultura nel segno della spiritualità francescana. Fra Daniel, dei Cappuccini del Redentore: «La risposta della cittadinanza è stata sorprendente»

«Quest’anno il 4 ottobre non è stata una semplice data di calendario, ma il culmine di un percorso di risveglio spirituale e civile». A Venezia, gli 800 anni dalla morte di San Francesco non sono passati come una ricorrenza “da museo”, ma «come una vera e propria esplosione di vitalità». A testimoniarcelo è il padre guardiano del convento dei Frati Cappuccini della chiesa del Santissimo Redentore di Venezia, Fra Francesco Daniel, che afferma: «La risposta della cittadinanza e dei partecipanti ci ha sorpreso per entusiasmo e varietà. Il nostro obiettivo non era cercare il successo mediatico, quanto piuttosto promuovere un “ascolto corale”». Ma come sono nate le iniziative francescane di questi mesi? La prima cosa che padre Daniel sottolinea è la natura plurale dell’organizzazione: «A coordinare questo fermento è nato il Comitato Veneziano 800 San Francesco, che riunisce tutti gli ordini francescani della città, con il supporto di alcuni laici e del Patriarcato di Venezia. Inizialmente questo Comitato era nato a febbraio 2025 da una chat WhatsApp tra frati e laici, poi con il tempo questa iniziativa ha saputo mobilitare la comunità cittadina». Venendo alle proposte, padre Daniel afferma: «Le direttrici su cui ci siamo mossi sono ampie e integrate: spiritualità, cultura e arte, fino alla dimensione urbana e sociale». Tra le iniziative di maggior rilievo di quest’anno, spicca la pubblicazione del volume di Linda Manzelle intitolato “A Venezia con Francesco. Itinerari storici, artistici e spirituali tra i luoghi francescani in Laguna”, curato anche da Ester Brunet e da Fra Daniel stesso. Di grande impatto poi, continua il religioso, è stata la mostra “Nudi sulla nuda terra”, presso la chiesa del Redentore, dell’artista Marcello Chiarenza.

«Alla ricerca della Venezia più autentica»

L'isola di San Francesco del Deserto

«Sul piano spirituale e liturgico il culmine è stata la celebrazione comunitaria del 3 ottobre nella Basilica di San Marco. Però in primavera ed estate abbiamo recitato il rosario ai Frari, abbiamo avuto le giornate di spiritualità a San Francesco della Vigna e, da ultimo, recentemente c’è stato il pellegrinaggio acqueo a San Francesco del Deserto, con la partecipazione di varie società remiere della città». E altre proposte, sottolinea Fra Daniel, devono ancora tenersi, come il ciclo di conferenze che sarà organizzato in ottobre presso il Centro Pattaro, che metterà a tema il legame tra l’eredità di San Francesco e la storia degli ordini francescani. Considerando, infine, la platea dei partecipanti, padre Daniel afferma: «Si è trattato perlopiù di un pubblico eterogeneo. Siamo riusciti a intercettare quei veneziani alla ricerca di una Venezia più semplice e autentica, lontana dai flussi di massa, riscoprendo presidi di comunità e luoghi di spiritualità diffusi nei sestieri. Non sono mancati però i giovani, grazie al Concorso Ecologika, che è girato tra le scuole per promuovere l’ecologia integrale e la sostenibilità. In generale, abbiamo respirato un clima di vitale riscoperta. Anche in terraferma, soprattutto a Marghera sono state tante le proposte fatte da parrocchie e associazioni locali. Sono tanti – conclude – quelli che percepiscono il santo d’Assisi come una presenza viva e una sorgente autentica anche per la nostra epoca».

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