
Aiutare nel concreto i disabili a vivere lo sport, chi si sente solo e sbagliato a credere in se stesso e le persone a scegliere una vita ecosostenibile. Questo è il fulcro di “Iposport”, “Liberi di sbagliare” e “B-goods”, i progetti realizzati dagli studenti dell’Istituto Maria ausiliatrice di Lecco che i sono aggiudicati – a parimerito con gli alunni dell’Istituto San Marco di Mestre – il primo premio del Concorso Ecologika, vincendo quattro giorni ad Assisi il prossimo novembre. Il concorso ideato da Gabriela Chiellino, la prima donna ad essersi laureata in scienze ambientali in Italia, partendo dall’Enciclica Laudato Sii di Papa Francesco promuove l’ecologia integrale per allenare i giovani studenti a cambiare il mondo (leggi qui). Un concorso che gli studenti dell’istituto Maria ausiliatrice hanno preso sul serio, tanto che i loro progetti, presentati recentmente online durante la giornata di premiazione del concordo svoltasi al Campus scientifico di Ca’ Foscari a Mestre, sono diventati delle vere e proprie piccole start-up.

Il primo progetto presentato è destinato ad aiutare gli sciatori ciechi e ipovedenti, in particolare a livello agonistico, a praticare lo sci in maniera più innovativa e funzionale. “Iposport” è il nome del progetto nato dall’idea dello studente Giulio Cazzaniga, giovane promessa dello sci, che ha notato come le persone ciecheche praticano questo sport utilizzino soluzioni scomode e poco intuitive. Comunemente oggi infatti l’istruttore tiene un megafono attaccato alla schiena ad alto volume per dare i segnali. Il prodotto innovativo pensato dagli studenti, invece, consiste in una pettorina usata dal maestro che, con un sensore, ha il compito di rilevare qualsiasi suo spostamento rispetto alla “linea” virtuale che lo collega all’atleta, insieme ad un sistema di luci che forniscono un ulteriore segnalazione visiva immediata, visto che molti ipovedenti percepiscono alcune tonalità luminose. Degli scaldamuscoli che vibrano a destra o sinistra, grazie a segnali elettrici trasmessi dalla pettorina, hanno poi la funzione di indicare la direzione da percorrere all’atleta disabile: «Se l’allenatore, ad esempio, si sposta verso destra, vibreranno soltanto gli scaldamuscoli posizionati sul lato destro del corpo dell’atleta. L’intensità della vibrazione varia a seconda dell’entità della correzione da effettuare, offrendo così una guida chiara e immediata» spiegano gli studenti. Precisione, sicurezza e semplicità di utilizzo sono gli obiettivi del progetto, che si è anche già attualizzato: «L’azienda specializzata in tessuti intelligenti Comftech ci ha dato supporto e fiducia, aiutandoci a concretizzare la lavorazione della pettorina. Ci hanno anche permesso di andare nella loro sede a Monza per verificare i tessuti». Inoltre l’atleta paralimpico Daniele Cassioli si è reso disponibile per testare il prototipo. Un progetto che i giovani imprenditori sperano incuriosisca investitori e appassionati, tra cui associazioni sportive, federazioni paralimpiche e scuole di sci, che possono adottare il prodotto per i propri iscritti. Ulteriori clienti potenziali sono anche enti pubblici, organizzazioni no-profit e strutture turistiche interessate a offrire esperienze sportive accessibili.

Un percorso umano ed emotivo che aiuta i giovani a sentirsi compresi e meno soli davanti alle insicurezze quotidiane è invece “Liberi di sbagliare”, il prodotto sviluppato dagli studenti nato dall’esigenza sempre più urgente di creare un ponte tra generazioni, mettendo in relazione giovani e anziani attraverso lacondivisione autentica delle esperienze. «Ansia, fragilità e paura di sbagliare sono molto diffuse tra i giovani di oggi - spiegano i ragazzi - Attraverso interviste agli anziani, accessibili tramite QR code, raccogliamo racconti di difficoltà, errori e rinascite, rendendoli disponibili ai giovani come guida eincoraggiamento. L’obiettivo è aiutare i giovani a comprendere che sbagliare non rappresenta un limite, ma una tappa fondamentale per costruire consapevolezza e resilienza». Già avviata una collaborazione con l’Associazione per l’invecchiamento attivo (AUSER) di Lecco, inoltre sono previste collaborazioni con scuole, associazioni e centri per anziani per estendere la rete di partecipazione. «Abbiamo già preso accordi con un’azienda che produrrà diari e agende dove inseriremo il nostri QR code, così che ogni studente possa facilmente scansionare il codice e accedere a una storia reale, trovando supporto, ispirazione e nuovi punti di vista» spiegano gli studenti, dicendo che la principale fonte di guadagno arriverà proprio dalla vendita dei diari». Il progetto permette quindi ai giovani di sentirsi meno soli e agli anziani di avere un ruolo attivo e valorizzato nella società. Attualmente è in previsione la realizzazione di una raccolta sempre più ampia di testimonianze, diversificate per tematiche, da poter vendere sempre tramite QR code.

Una piattaforma online dedicata esclusivamente a Società Benefit e B Corp, che offre un servizio esclusivo con lo scopo di pubblicizzare e far conoscere varie società, dando anche la possibilità di acquistarne i prodotti, è invece B-goods, il terzo progetto pensato dagli studenti dell’istituto Maria ausiliatrice: «Pensato per persone sensibili all’ecologia e alla sostenibilità, il progetto online è volto ad offrire ai consumatori un luogo trasparente e immediato dove trovare e distinguere le aziende che generano un impatto reale da quelle che fanno solo marketing ambientale» chiariscono i ragazzi. La piattaforma, infatti, mira a dare visibilità e a promuovere le imprese sostenibili, dove ogni azienda dispone di una pagina dedicata e una vetrina per i suoi articoli. «Il nostro profitto si basa su una commissione variabile tra il 2% e il 10% sul valore del prodotto. Offriamo inoltre un’opzione premium che permette, a fronte di un costo fisso, di ottenere il posizionamento in evidenza per massimizzare la visibilità del brand. - specificano gli studenti - Negli ultimi anni la crescita di società green è aumentata drasticamente: nel 2020 le società green erano circa il 31% delle aziende totali, mentre nel 2026 sono circa il 40%» concludono con dati alla mano. «È belle vedere quando un progetto non resta sulla carta ma viene anche attuato» ha detto infine entusiasta Gabriella Chiellino. Tutti progetti che, partiti dalla scuola, ora puntano a svilupparsi sempre più sul mercato così da garantire ai ragazzi che presto usciranno dalla scuola opportunità concrete di business.
C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
Iscriviti a GREEN&SALUS e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!