Trombosi superficiali o profonde: c’è molta differenza

Come distinguere le trombosi e quali rischi comportano

Una delle estati più torride della storia è per fortuna finita e ormai già si intravedono all’orizzonte le piogge autunnali. Ci sono stati dei giorni molto caldi, in cui abbiamo avuto molti pazienti con trombosi venose ed embolie polmonari. Posso sbagliarmi, ma un componente da non trascurare è probabile sia stata la disidratazione, ovvero: molti hanno bevuto poco rispetto alle temperature a cui erano sottoposti. Da qui il consiglio per l’anno prossimo: mi raccomando bevete adeguatamente, per tante ragioni, ma anche per evitare le trombosi.

A proposito di trombosi, spesso quando parlo con i pazienti che hanno delle vene varicose, mi riferiscono che hanno avuto, loro stessi o i loro familiari – madre, padre, nonni – una trombosi venosa. Poi, grazie a numerose domande mirate, riesco a capire che le trombosi erano su varici ed erano superficiali.

È importante questo? Sì molto. Un paziente che ha già delle vene varicose ha un aumentato rischio di trombosi venose profonde o embolie polmonari, ma ancora molto basso, pur se superiore alle persone che non hanno vene varicose. Questa possibilità di avere delle tromboembolie aumenta se noi abbiamo delle trombosi superficiali su vene varicose, ma siamo ancora molto lontani dalle percentuali che troviamo se abbiamo avuto delle trombosi venose profonde.

Parlando poi delle trombosi venose profonde dovremo distinguere qual è la causa che le ha determinate. Se, ad esempio, abbiamo avuto una trombosi o embolia polmonare dopo un evento importante, come una chirurgia ortopedica, avremo poche possibilità di una recidiva. I pazienti, invece, che hanno sviluppato una trombosi senza una causa apparente hanno una possibilità molto maggiore di averne un’altra.

I sintomi da non sottovalutare

Anche chi ha una familiarità per trombosi venose profonde – ossia ha parenti stretti che abbiano manifestato le stesse patologie – ha più probabilità di avere delle trombosi. Lo stesso non vale, o almeno non vale con la medesima probabilità, per i pazienti che abbiano familiarità per le sole trombosi su varici.

A questo punto sarebbe il caso di avere qualche nozione per vedere se la nostra vecchia varice sia diventata una tromboflebite. Ecco i sintomi che dobbiamo individuare: per prima cosa la pelle della zona interessata diventa rossa, è in effetti un’infiammazione. Un altro sintomo: la varice diventa dura, mentre prima aveva una consistenza elastica, e infine di solito fa davvero male. In questo caso dobbiamo rivolgerci al medico che valuterà il tipo di intervento, se abbiamo anche la necessità di sentire lo specialista e se fare un ecocolordoppler.

Quando si parla di trombosi, insomma, ci sono sensibili differenze: diventa importante distinguere se abbiamo avuto delle trombosi su vene varicose che non sono trombosi venose profonde ma superficiali e questo vale anche per i nostri parenti stretti. Attenzione, però: gli acquisiti non contano!

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