A Venezia Lorenzi (The Sun) sfida l’era dell’IA: «La vera prigione, oggi, ha la forma di uno schermo»

Il frontman della band vicentina, ospite ad un incontro promosso da Avvenire e Iusve, riflette su intelligenza artificiale, social e necessità di tornare alle relazioni autentiche: «Per restare umani dobbiamo custodire la meraviglia»

Stupore e meraviglia, gli ingredienti fondamentali per vivere una vita vera, realizzata. Queste le parole chiave di Francesco Lorenzi, frontman dei The Sun, christian rock band nel 2025 vincitrice di tre premi nell’ambito del Catholic Music Awards. Lo stesso anno in cui il gruppo ha incontrato Papa Leone in due diverse occasioni: il Giubileo delle Famiglie e dei Giovani. Autore, cantante e chitarrista della band, Lorenzi è stato tra gli ospiti del recente incontro promosso da Avvenire e Iusve, ospitato a Venezia nella Casa di The Human Safety Net. Tema dell’intervento “Restare umani: parole, relazioni e scelte nell’era dell’algoritmo”. Classe 1982, vicentino, anni fa ha saputo trasformare un momento di difficoltà interiore vissuto dopo un lungo tour con i Sun Eats Hours, in un cammino di fede e di crescita personale dedicandosi alla musica, insieme agli altri membri della vecchia band, in una nuova veste improntata sulla condivisione della propria testimonianza cristiana. «Per restare umani – osserva Lorenzi – è fondamentale custodire la meraviglia. E lo si fa attraverso una vita fatta di relazione e incontro, oltre che di fatica», che accompagna il quotidiano di chi vuole vivere davvero, senza scorciatoie o suggerimenti derivanti dall’intelligenza artificiale. «Ormai siamo arrivati a delegare a delle macchine il riassunto di qualsiasi cosa». Che in certi casi l’IA possa rappresentare un aiuto, è indubbio. Abusarne è il vero pericolo. Tematiche che, insieme all’utilizzo scorretto dei social, hanno ispirato uno dei brani – “Prigione tra le dita” – contenuti nell’ultimo album “Fuoco dentro” prodotto da La Gioia. Lorenzi ha iniziato a scrivere il testo dopo aver visto il video di una ragazzina che su Instagram, seguita da oltre 4 milioni di persone, mostrava quanto era riuscita a guadagnare mimando posizioni sessuali su auto di lusso.

«La dittatura dell'apparenza»

L'incontro tra Papa Leone XIV e Francesco Lorenzi, leader dei The Sun, insieme agli altri componenti della band

«Nel brano affermo che “la prigione tra le dita è ormai l’unica scuola” perché smartphone e social sono diventati i principali “educatori” (o meglio, diseducatori) delle nuove generazioni, formandone la morale, i desideri, le aspettative. L’alternativa a cui dobbiamo puntare è una scuola di vita basata sulle relazioni autentiche». Che poi è propro quella del Vangelo. «I ragazzi, ma non solo, hanno bisogno di una “scuola dell’incontro”, dove ci si torni a guardare negli occhi, si sperimenti l’empatia concreta e ci si assuma il rischio di esporci senza filtri», afferma Lorenzi. In un altro passaggio della canzone si parla di “palcoscenico” in cui “si sorride e si balla solo se qualcuno guarda”; è questa la prigione dei nostri giorni? «Sono parole con le quali descrivo la mercificazione dell’intimità e la spettacolarizzazione della vita. La vera prigione, oggi, ha la forma di uno schermo: è la dittatura dell’apparenza, in cui l’esperienza reale viene sacrificata sull’altare del gradimento virtuale e degli algoritmi che premiano principalmente contenuti che sviliscono i valori più nobili. I giovani, ma pure gli adulti, respirano un’atmosfera tossica, che impone di “mostrare“ di essere felici anziché “esserlo“ vivendo un cammino autentico. Come The Sun e Officina del Sole Aps, il nostro fan club, promuoviamo cammini ed esperienze, come i pellegrinaggi in Terra Santa e a Santiago, che hanno visto rinascere tante vite». Tra i pericoli maggiori, presenti e futuri, per l’artista spiccano omologazione globale, anestesia delle coscienze e devastazione neurochimica. «Chi prova a svegliare queste masse, richiamandole alla realtà, spesso viene isolato o sottoposto al giudizio spietato della gogna mediatica. La mia denuncia vuole avere un’utilità nello scuotere le coscienze e la musica è uno strumento straordinario per innescare questa riflessione. Quale visione del mondo dell’uomo vogliamo servire?».

La storia dei The Sun

Francesco Lorenzi durante uno dei live dei The Sun

Nel 1997 nascono i Sun Eats Hours, la prima band di Francesco Lorenzi. Sono quattro giovani vicentini alle prese con un grande sogno: fare della musica la propria professione. Dopo qualche anno hanno già all’attivo quattro dischi in inglese, più di trecento concerti, migliaia di fan del loro punk melodico e il premio come Miglior punk rock band italiana nel mondo. Ma il grande successo ha anche un altro volto: la loro vita si smarrisce dietro a eccessi e comportamenti autodistruttivi, l’energia della giovinezza e della celebrità si disperde tra relazioni falsate, bugie, camere di hotel sfasciate, compromessi, abuso di droghe e di piaceri che piano piano li svuotano. Sono questi i motivi per cui Lorenzi cade in una profonda crisi personale e spirituale e perde l’ispirazione, fino a quando avviene la svolta: attraverso una serie di “Dioincidenze” e prese di coscienza, inizia un percorso per riempire quel vuoto, cercando di ricostruire un senso che lo porta a rinascere, come uomo e come artista. Quando la scintilla si accende, inizia a scrivere canzoni in italiano e a recuperare alla Vita i suoi amici, decidendo con loro di cambiare il nome della band in The Sun. Perché ora, a guidarli, come loro stessi affermano è il Sole della fede. Un racconto racchiuso tra le pagine di "La strada del Sole", l’autobiografia di Francesco Lorenzi e dei The Sun, libro tradotto e pubblicato in 8 lingue.

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