Mammografia, stop alle fake news: è un esame sicuro

Sottoporsi alla mammografia è giustificato e ottimizzato: la compressione del seno nel corso dell’esame mammografico non altera il tessuto mammario e non spreme le cellule distruggendole. Lo screening del tumore mammario ha salvato molte vite e continuerà a farlo

La prevenzione delle malattie e i programmi di screening si basano sull’evidenza scientifica, agiscono su ampi numeri e sfruttano i nuovi riscontri emersi dalla ricerca, l’esperienza maturata a livello internazionale e il progresso scientifico che in medicina è in continua evoluzione. Sono lo strumento migliore per salvaguardare le persone dalle patologie attraverso organizzazioni che ambiscono a curare senza lasciare indietro nessuno.

Scherzare su questi temi può determinare pericoli letali. Le “fake news” – termine in base al contesto traducibile nella nostra lingua in più modi come bufale, notizie fasulle o false, disinformazione… – in questi ambiti non hanno senso di esistere. L’ampia diffusione dei social ha trasformato persone e società, ma chi genera fake news ha uno scopo diverso dal semplice utilizzatore: lo fa per cercare una notorietà che non ha e per realizzare un guadagno contando sul fatto che una cattiva notizia fa più audience di una buona notizia.

L'indagine più utile alla diagnosi precoce del cancro al seno

Una risorsa così importante e capillarmente diffusa come la mammografia non poteva sottrarsi dall’essere bersaglio di fake che descrivono con toni enfatici la pericolosità dei raggi X, la compressione a volte dolorosa del tessuto mammario e l’inutilità degli screening.

Nella popolazione femminile sopra i 40 anni la mammografia oggi è l’esame radiologico scelto dalla comunità scientifica internazionale come indagine utile alla diagnosi precoce del cancro al seno, il tumore più frequente nella donna.

Nel 2025 sono state 290.307 le donne che hanno aderito a questo tipo di screening in Veneto e, tra quelle invitate a fare approfondimenti diagnostici, sono stati individuati 1.875 tumori, di cui 1.277 in stadio precoce. Una diagnosi tempestiva che – come ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa nei giorni scorsi presentando con la LILT le iniziative del Nastro Rosa – assicura la guarigione in quasi il 90% dei casi.

Un test giustificato e ottimizzato

La mammografia si basa su radiazioni elettromagnetiche, una forma di energia simile alla luce. Come in tutte le azioni compiute in ambito medico, il suo utilizzo segue l’analisi del costo-beneficio – costo nel senso del possibile danno al paziente, come un tumore indotto dalle radiazioni, e beneficio come diagnosi precoce del tumore mammario – ed è disciplinato da leggi e linee guida.

La mammografia è un esame veloce e affidabile ed è l’unico test di screening in grado di ridurre la mortalità per cancro al seno perché permette di scoprire i reperti spia di tumore in uno stadio molto precoce e quindi curabile e lo fa con una bassa dose di radiazioni ionizzanti, assorbita dalla paziente (Classe I art. 161 L. 101/20).

Sottoporsi, dunque, alla mammografia è giustificato e ottimizzato: la compressione del seno nel corso dell’esame mammografico non altera il tessuto mammario e non spreme le cellule distruggendole o catapultandole chissà dove. È evidente che lo screening del tumore mammario ha salvato molte vite e continuerà a farlo anche in futuro, nonostante i menagramo.

Un consiglio per concludere: non fatevi influenzare da chi sparge fake news facendo leva su paure infondate... Abbiate cura della vostra vita.

Argomenti correlati: , , ,
Autore:

Iscriviti a GREEN&SALUS e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!