
Spopolamento e supermercati rimodellano via Garibaldi. Dove c’erano 25 negozi di vicinato 30 anni fa, ora rimane un solo alimentarista: un negozio storico, aperto tra il 1988 e il 1989 e ancora gestito da Gabriele Bianchi.
«Negli anni – commenta Bianchi – la clientela è cambiata. All’inizio i miei clienti erano quasi tutti residenti della zona limitrofa. Oggi, sia perché i residenti sono diminuiti sia perché molti scelgono di fare la spesa al supermercato, entrano nel negozio anche residenti di altre zone, per esempio dal Lido di Venezia, e anche molti turisti».
Il cambio di clientela, tuttavia, non ha influenzato l’offerta dell’alimentarista: «Chi viene nei negozi come il mio – spiega Bianchi – cerca la qualità e io riservo lo stesso trattamento ai locali tanto quanto ai turisti o agli stranieri che risiedono in città. Per esempio c’è una signora svizzera che da 20 anni viene in vacanza a Venezia e ogni anno passa per il mio negozio oppure un signore di origine francese che abita da tempo alla Giudecca e che ogni settimana viene a far la spesa da me perché ritiene di non trovare la stessa qualità in altri negozi più vicini a casa. La fiducia da parte dei clienti è una soddisfazione per il servizio che offro». La qualità dell’offerta di Bianchi è certificata anche dai numerosi attestati di Slow Food Italia che l’alimentarista ha ricevuto negli anni.

Tra i prodotti più apprezzati da chi viene dall’estero ci sono sicuramente salumi e formaggi: «Mi hanno detto - racconta l’alimentarista - che in alcuni Stati un etto di prosciutto crudo di qualità si trova all’equivalente di 12 euro. Quando scoprono che qui, per una qualità uguale o maggiore possono spendere decisamente meno, ne sono più che felici». E aggiunge: «Il mio negozio ormai è tra i più fotografati».
Un negozio che rimane aperto mattina e pomeriggio anche nei momenti di minore flusso e nonostante le temperature elevate: «Nei pomeriggi estivi i clienti sono rari - afferma Bianchi - ma proprio perché ritengo che questa attività sia un servizio per la popolazione ho deciso di tenere aperto lo stesso».
Di fronte al drastico calo dei negozi di vicinato nella via tanto quanto nel resto del centro storico, l’alimentarista lamenta l’assenza di sostegno: «Non abbiamo nessuna tutela né da parte del Comune né da parte delle associazioni di categoria. L’unica cosa che possiamo fare è resistere». Nel frattempo, però, Bianchi si avvicina alla pensione e anche il suo negozio rischia la chiusura: «Al momento alterno i turni con mia figlia, ma non so se lei prenderà in mano il negozio. Purtroppo non ho altri assistenti perché i giovani non manifestano interesse per questo tipo di attività e non ne comprendono lo spirito di sacrificio. Alcuni ragazzi che mi hanno contattato in passato pretendevano il sabato a casa e un certo numero di giorni di ferie. Mi sono capitati anche assistenti che non aprivano il negozio affermando di “non aver sentito la sveglia”. Questo - conclude Bianchi - è un lavoro che richiede molta pazienza».
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