
Una passerella insolita, lontana dai riflettori delle grandi maison ma capace di raccontare storie di riscatto, lavoro e inclusione. È quella andata in scena settimana scorsa nella Casa di reclusione femminile della Giudecca, dove Banco Lotto N.10 ha organizzato una sfilata dal titolo “La valigia fantasma”, dedicata ai capi realizzati proprio dalle ristrette, sotto la direzione artistica di Margherita Uliana, all’interno del laboratorio sartoriale del carcere veneziano coordinato dalla cooperativa sociale “Il cerchio”. Tra stoffe pregiate, colori e abiti confezionati a mano, l’appuntamento ha trasformato per qualche ora il chiostro della struttura detentiva in un luogo di incontro e creatività: una ventina di detenute ha attraversato il lungo tappeto rosso, trasformandosi per un giorno in icone di stile. In passerella non sono stati presentati soltanto vestiti, ma soprattutto il risultato di un percorso professionale costruito attraverso il lavoro – regolarmente retribuito – e la formazione. Banco Lotto N.10 da anni utilizza la sartoria come strumento di reinserimento sociale, offrendo alle donne della Casa di reclusione la possibilità di acquisire competenze concrete e responsabilità professionale per guardare al futuro con una prospettiva rinnovata.

La sfilata ha così rappresentato un momento di apertura verso la città, con ogni cucitura pronta a diventare parte di un percorso più ampio, nella consapevolezza che imparare un mestiere significa anche recuperare fiducia nelle proprie possibilità e abilità, al di là del reato commesso. Un passaggio importante per affrontare il ritorno alla normalità e per allontanare il rischio di ricadere nell’illegalità. «I dati del Cnel – le parole di Adriano Toniolo, de “Il cerchio”, presente alla sfilata – dimostrano che se una persona rimane reclusa senza poter lavorare, la percentuale della recidiva sfiora il 70% una volta riottenuta la libertà. Diversamente, crolla al 5%. Stiamo lavorando a nuove collezioni. E stiamo iniziando a cimentarci pure con gli abiti da sposa». Prezioso, nell’ambito del progetto, il sostegno dell’imprenditore Bernard Hulla. «Attualmente la sartoria si trova al piano superiore del carcere – ha proseguito – ma ne abbiamo anche un’altra all’esterno, dove possono accedere le donne in semi-libertà. Oggi le ristrette coinvolte sono in tutto 7-8, ma l’obiettivo è quello di aumentarne il numero». Toniolo si è soffermato anche sul progetto relativo alla cosiddetta “ala 17”, al momento dismessa, dove prossimamente verranno trasferite sartoria e lavanderia della Casa di reclusione, entrambe gestite proprio da "Il cerchio". Uno spazio più ampio, che la cooperativa auspica di poter iniziare a utilizzare nel 2027. «I lavori dovrebbero partire entro l’anno in corso». Presenti, fra gli altri, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, per il quale è stata realizzata e donata una toga, l’assessore alle Politiche sociali, Ermelinda Damiano, l’onorevole Martina Semenzato e Greta Scarano, conduttrice della Mostra del Cinema 2026.

«La valigia fantasma – ha detto la direttrice del carcere, Maurizia Campobasso, riprendendo il titolo della sfilata – è quella che ogni donna che entra qui porta con sé, carica della propria storia: errori, ferite, sofferenze, ma anche capacità che a volte devono solo essere riscoperte. Durante la fase della pena il nostro compito consiste nel provare a cambiare il contenuto di quel bagaglio, riempiendolo di competenze, consapevolezza e possibilità di riscrivere il proprio futuro nella legalità. Questo il senso della passerella e della toga che abbiamo voluto realizzare (quella donata al viceministro, ndr), simbolo di giustizia e di un riscatto possibile». «Questo è un luogo privilegiato, con una presenza del 96,07%, rispetto al limite previsto, percentuale che non esiste al mondo. Vuol dire – ha affermato Sisto – che c’è la possibilità di fare degli istituti di pena dei luoghi in cui speranza e umanità possono essere riprese». Ha poi sottolineato quanto il governo Meloni si sia occupato in questi anni del tema carcere. «La nuova legge sui tossicodipendenti (volta a percorsi controllati in case d’accoglienza apposite, ndr) per ora riguarderà 500 casi, ma siamo pronti a portarli a circa 8.000. Questa sfilata – ha aggiunto – non ha muri. Ed è proprio ciò a cui dobbiamo puntare nelle carceri: abbatterli, andare oltre. Iniziative come queste ci consentono di dire che fra mondo “di fuori” e “di dentro”, in qualche modo, non devono esserci differenze. Sì, espiare una pena significa perdere la libertà, ma mai la dignità e la speranza». Regista della sfilata, Gianluigi Attorre di Atomic Production, ed ELLE Italia – partner dell’evento – ha messo a disposizione la regia per la miglior riuscita dell’iniziativa. Ogni acquisto effettuato nel negozio del brand Banco Lotto N.10 – da pochissimo rinnovato grazie al progetto di Alfredo Brillembourg e Alessandro Famiglietti, situato in rio terà Sant’Aponal – contribuisce a sostenere il laboratorio, la formazione, i materiali e le attività educative de “Il cerchio”.
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