


I nuovi dipinti ad olio dell'artista sono il risultato di decenni di ricerca sulla teoria del colore, che attinge, sfidandole, alle pratiche impressionista e puntinista. Qui gli strati delle pennellate creano elementi figurativi facilmente riconoscibili da lontano, ma che si dissolvono nella materialità del dipinto a olio se osservati da vicino. Le variazioni di tonalità di un colore cedono il passo a schemi intrecciati di materia, spesso con più di trenta tipi di pigmenti brillanti in una sola immagine. L'esposizione fornirà uno sguardo approfondito sulla sua tecnica "bagnato su bagnato", e dell'enfasi sulla mera materialità della pittura, che definisce il suo lavoro. Le opere su carta fatta a mano danno una nuova direzione al lavoro di Zeng, che combina con ambizione le iconografie cristiana, buddista e della pittura dei letterati. Le sue creazioni, richiamano immediatamente i punti più alti dei paesaggi monocromi a inchiostro risalenti alle dinastie Song (960-1279) e Yuan (1260-1368), rievocando allo stesso tempo le ambiguità dei paesaggi a inchiostro della tarda dinastia Ming e della prima dinastia Qing, eseguiti da pittori quali Zou Zhilin (1574-ca. 1654), Hongren (1610-1663), e Dai Benxiao (1621-1691). Il soggetto si muove con fluidità dal crocefisso alla rappresentazione di rocce e vecchi alberi, simboli, nella cultura tradizionale cinese, di forza, resilienza e longevità. Come i dipinti di Zeng, questi disegni sfidano consapevolmente ogni categorizzazione, allineandosi con le grandi tradizioni asiatica ed europea.

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