Tra verità e realismo magico: Ucles narra la guerra civile spagnola

La recensione del libro del mese di maggio a cura di Alessio Zambianchi, libraio della Libreria editrice Cafoscarina di Venezia

David Ucles, La Penisola delle case vuote, Neri Pozza 2026

David Ucles è un giovane scrittore spagnolo che è appena stato ospite qui a Venezia del Festival di Letteratura Incroci di Civiltà organizzato dell’Università Ca’ Foscari. Il suo romanzo, “La Penisola delle case vuote”, appena uscito per Neri Pozza, è stato un grandissimo successo in Spagna ed è in corso di traduzione in molti paesi. Ucles parte dall’esperienza della sua famiglia, dai racconti che ascoltava dal nonno sulle vicende della guerra civile spagnola e in particolare su ciò che accadde nel suo paese di origine, Quesada, un piccolo paesino di coltivatori di ulivi tra le colline dell’Andalusia. Dal micromondo di Quesada/Jandula e della famiglia Ardolento lo sguardo si allarga a tutta la Spagna cercando di mostrare i drammi, le atrocità ed anche le assurdità di quella guerra fratricida che ha incendiato la Spagna per tre anni e che ha portato ad uno dei regimi fascisti più longevi d’Europa. Il romanzo è la storia della decomposizione totale di una famiglia, della disumanizzazione di un popolo, della disintegrazione di un territorio e di una penisola di case vuote. Citiamo un estratto di un’intervista di Ucles dove mette in luce le finalità del romanzo: “Il libro mostra cosa succede a un paese quando è minacciato dal fascismo e gli altri paesi democratici non lo aiutano, come accadde alla Spagna, ci sono analogie con oggi, per esempio con l’Ucraina o Gaza, se non si aiutano i vicini, le guerre scoppiano e durano anni …. è quindi una lettura molto attuale oggi, dove si avverte una certa presenza dell’estrema destra e del populismo; si può tracciare un certo parallelismo con la situazione attuale.”

Nel racconto anche elementi sovrannaturali

Lo stile di scrittura è decisamente particolare; lo scrittore non appare solo come il “narratore onnisciente” ma a volte sembra quasi essere parte della storia stessa; a volte il narratore quasi dialoga implicitamente con i personaggi che ne percepiscono la presenza e che a loro volta finiscono quindi per giocare il doppio ruolo di attori storici e personaggi fittizi. Grande attenzione viene posta su elementi antropologici che servono per caratterizzare il paese, gli abitanti ed il clima che si stava vivendo. E arriviamo così all’altro fattore centrale del romanzo; traendo ispirazione da Marquez e dalla tradizione del realismo magico sudamericano Ucles inserisce nel racconto elementi soprannaturali e appunto magici; la realtà è intessuta di mistero, di forze primordiali e nascoste che la modificano e la indirizzano e che contribuiscono ad evidenziare l’irrazionalità e la drammaticità di quella tragedia che la guerra civile è stata per la Spagna.

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