
La bellezza del capolavoro di Giotto catturata dalla macchina fotografica. È la mostra “Lo Scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia tra ‘800 e ‘900”, proposta dal Museo degli Eremitani a Padova, curata dai Musei Civici, Biblioteca Civica e Ufficio Patrimonio Mondiale e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. L’esposizione, che gode del patrocinio della Commissione Nazionale Italiana UNESCO, del Ministero della Cultura e di ICOMOS e ICCROM, resterà visitabile fino al 7 aprile. Si tratta di un percorso espositivo composito che ricostruisce la straordinaria fortuna visiva della Cappella degli Scrovegni. Il ciclo affrescato da Giotto in soli due anni, tra il 1303 e il 1305, si dispiega sull’intera superficie interna della Cappella narrando la Storia della Salvezza in due percorsi differenti: il primo con le Storie della Vita della Vergine e di Cristo, dipinto lungo le navate e sull’arco trionfale, mentre il secondo inizia con i Vizi e le Virtù, realizzate nella pozione inferiore delle pareti maggiori, e si conclude con il maestoso Giudizio Universale in controfacciata. Un’opera importantissima non solo per la grandezza ma anche perché costituisce il primo esempio artistico che contiene esempi di prospettiva. La prima grande rivoluzione compiuta da Giotto a Padova è infatti nella rappresentazione dello spazio e nella resa della terza dimensione, che anticipa di cent’anni le teorie rinascimentali.



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