
Dietro le proiezioni, le code, gli ingressi e l’accoglienza della Mostra del Cinema c’è una macchina organizzativa che, per una decina di giorni, mobilita centinaia di lavoratori. Molti sono giovanissimi, spesso studenti, per i quali l’appuntamento con il Lido rappresenta un lavoro estivo, un’occasione per guadagnare ma anche per fare un’esperienza da inserire nel curriculum.
A fornire questo personale alla Biennale è CoopCulture, cooperativa con 2.500 dipendenti in tutta Italia, che opera nel settore dei servizi per i beni culturali e gli eventi nei settori dell’accoglienza, biglietteria, controllo degli accessi, servizi di sala e assistenza al pubblico.

Una collaborazione, quella con la Mostra del Cinema, che dura da più di trent’anni. «Abbiamo cominciato nei primi anni Novanta e poi, da dopo la metà, quasi ininterrottamente», racconta il presidente Adriano Rizzi. I numeri danno l’idea delle dimensioni del servizio. «Dagli ultimi anni siamo intorno ormai alle 400 persone impiegate annualmente», prosegue. «A queste si aggiungono una decina di coordinatori e ispettori di sala e un altro gruppo di circa dieci persone che lavora dietro le quinte». Il personale è distribuito in diversi servizi. «Abbiamo una quarantina di persone tra le biglietterie e i controlli accessi». Le biglietterie, ormai da alcuni anni, sono quasi interamente online, ma questo non significa che il lavoro sia scomparso: «C’è un’attività di back office e di informazione», puntualizza Rizzi. «Ci sono poi circa 150 persone impegnate nelle sale, le cosiddette maschere, mentre un altro servizio importante, con quasi 100 persone impiegate, è quello più recente legato al Venice Immersive, la sezione dedicata alle esperienze immersive e alla realtà virtuale che si svolge al Lazzaretto Vecchio, che sono molto seguite. Un servizio per il quale è necessario personale per l’accoglienza, l’accompagnamento e il trasporto. Infine, circa 100 persone sono impegnate nel lavoro di supporto ai servizi stampa: accrediti, hostess per le delegazioni, centralino, portineria e guardaroba».

Un gruppo di lavoro che è, in larga misura, veneziano. «La maggior parte del personale è locale», racconta Rizzi. «Una caratteristica legata anche alla logistica: il Lido è facilmente raggiungibile, ma fino a un certo punto, soprattutto quando le proiezioni iniziano molto presto o finiscono tardi. Per questo vengono privilegiati lavoratori che vivono in zona o che hanno un appoggio sul territorio». I dati sono in questo senso significativi: il 79% del personale proviene dal territorio, principalmente dalla provincia di Venezia, mentre il 21% arriva da fuori regione.
Ma chi sono, anagraficamente, queste 400 persone? La risposta conferma l’impressione che si ha guardando il personale al lavoro nelle sale e nei servizi di accoglienza: sono soprattutto giovani, e molto giovani. «A parte alcune figure, come quelle di coordinamento e gli ispettori di sala, la maggior parte sono giovani e giovanissimi». Il dato più netto riguarda gli under 25: l’82% del personale ha meno di 25 anni. Soltanto il 18% supera i 25.

Un’esperienza che, di conseguenza, ogni anno si rinnova in misura consistente. Circa il 60% dei ragazzi è nuovo a ogni edizione. Il turnover è dunque molto alto, proprio perché si tratta in gran parte di giovani che scelgono la Mostra come lavoro estivo. «È un insieme di cose: è un’esperienza speciale rispetto ai normali lavoretti stagionali. Non è particolarmente impegnativa, perché si tratta di un impegno di dieci giorni, che richiede di svolgere un lavoro in un contesto molto attrattivo, maturando un’esperienza che, seppur breve, non sfigura affatto in un curriculum. Per quanto riguarda la retribuzione per 10 giorni, considerando un ragazzo neoassunto che lavora circa 40 ore settimanali, si aggira sui 700 euro».
Questo non significa però che chi comincia alla Mostra non possa poi trasformare quell’esperienza in qualcosa di più stabile. In tanti anni di collaborazione, CoopCulture ha visto alcuni giovani proseguire il rapporto con la cooperativa. «Nel corso di questi tanti anni ci sono state poi persone che, dopo aver svolto l’attività alla Mostra del Cinema, come anche alla Biennale di Arti Visive, hanno continuato a lavorare con noi, entrando a far parte della struttura fissa della cooperativa».
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